Displasia dell’anca nel labrador: l’alimentazione

La displasia dell’anca è sempre stata considerata una malformazione genetica di questo osso, in realtà è il risultato di una debolezza dei legamenti che sostengono l’articolazione dell’anca.

L’instabilità creata da legamenti deboli porta ad una sublussazione di questa parte dello scheletro, che non viene trattenuta a perfezione all’interno dell’acetabolo. Da qui, l’importanza di valutare questa lassità con proiezioni di distrazione dell’anca attraverso un distrattore.

La semplice proiezione ventro-dorsale dell’anca può non essere indicativa dell’eventuale predisposizione a displasia, perché il posizionamento forzato valuta solo la conformazione dell’acetabolo, ma non l’instabilità articolare.

Le continue distensioni capsulari durante il movimento di un’articolazione lassa provocano microfratture e deformazioni articolari sia della superfice dell’acetabolo sia della testa del femore.

Per una migliore stabilità articolare ci vuole una buona tonicità dei muscoli dei legamenti e della capsula articolare. Per una struttura legamentosa-capsulare efficiente è importante un collagene ben strutturato: occorrono amminoacidi e vitamina C.

I cereali integrali e altri semi, come la soia, hanno acido fitico nel loro guscio. Questa sostanza (presente in abbondanza in crocchette a base di cereali e soia) si lega a minerali, interferendo sull’assorbimento intestinale del calcio, zinco, selenio e cromo.

La cottura e la lavorazione degli alimenti uccidono, anche, gli enzimi che aiutano la digestione e l’assimilazione dei nutrienti, quindi la biodisponibilità di vitamine e minerali nel cibo cotto è ridotta ulteriormente.

La qualità proteica degli alimenti è alla base di una buona sintesi di collagene. Uno dei suoi elementi più importanti è la vitamina C, che si dice sia sintetizzata dal cane a livello epatico e, quindi, non è necessario integrarla con il cibo. L’aggiunta di vitamina C nel pet food viene fatta per le sue proprietà antiossidanti e conservanti.

Durante la crescita, come pure durante gli stress fisici e metabolici, la richiesta di vitamina C si accentua e quella sintetizzata non è sufficiente: occorre, quindi, occorre integrarla nella dieta.

Displasia dell'anca nel cane: l'alimentazione

I cani assumono la vitamina C dalla carne cruda, ma quando questa è cotta la vitamina viene persa.

Quando i cibi industriali sono trattati con il calore, anche in questo caso vengono distrutte sia le proteine (ridotte in farina) sia la vitamina C aggiunta.

L’aggiunta di grano in molti croccantini sviluppa nel cucciolo, specie in alcune razze predisposte come il Pastore Tedesco, il Setter o il Labrador, un’infiammazione intestinale che porta a un malassorbimento e una formazione di muco, che come una colla aderisce alla parete intestinale impedendo l’assorbimento di minerali (ad esempio, il calcio o lo zinco) e degli amminoacidi essenziali per la struttura del collagene.

Inoltre, i carboidrati aumentano la massa grassa, incrementando il peso sulle articolazioni spesso non supportate da una muscolatura efficiente.

Tutto questo per far vedere come spesso alle malattie intestinali (intolleranze o infiammazioni intestinali) si possono associare patologie dell’accrescimento, come displasia dell’anca, displasia del gomito e OCD, che pregiudicano la crescita del cucciolo.

Inoltre, va considerato che il collagene fa da impalcatura anche alle valvole cardiache, alle strutture cartilaginee ai dischi vertebrali. Da qui, l’importanza di una buona alimentazione per evitare disfunzioni valvolari cardiache, rottura dei legamenti crociati, ernie discali e cartilagini che si sfaldano a un minimo trauma.

Le cause della displasia, quindi, vanno ricercate in una lassità legamentosa associata a un eccesso di attività su superfici inadatte, che comportano microstress articolari ripetuti nel tempo.

Gli interventi correttivi sulla displasia dell’anca, come sinfisiodesi pubica giovanile (TPO e DPO), non hanno un risultato brillante se non si interviene anche sulla struttura legamentosa, rinforzandola con una giusta dieta e, un’integrazione con nutraceutici e fisioterapia.

Dott. Alessandro Prota
Ortopedico Veterinario Esperto in Medicina Naturale
Consulenza on line 339/3201159