Tutto si decide nei primi tre mesi di vita!

Il periodo di condizionamento termina a tre mesi. Non è una formula che fa bella figura scritta nero su bianco né un consiglio elusivo senza una base solida di verità. Come allevatrice lo dico, lo ripeto, insisto su questo punto innumerevoli volte, ma raramente vengo ascoltato.

Allevando questa meravigliosa razza vorrei far capire che il Labrador anche se molto conosciuto, dal carattere dolce e giocherellone, è spesso un po’ troppo “di moda” (purtroppo), viene etichettato come cane ideale per tutti.

Indubbiamente per il suo carattere e la sua predisposizione ad apprendere è un cane molto adatto a diverse situazioni familiari, sociali (ricerca e soccorso) tuttavia NON È UN CANE PER TUTTI”… è sempre un CANE ovvero un essere consenziente con esigenze psichiche e psico-fisiche che richiede tempo trascorso insieme, passione e costanza (non è una televisione che si accende mattina e sera).

Di solito, quando i proprietari dei cuccioli capiscono che avevo ragione, è già troppo tardi per tornare indietro, sopratutto quando il cucciolo viene preso da commercianti dell’est a poco prezzo, da annunci di improvvisate cucciolate, da siti di vendita online o negozi di animali.

Allora si cercano soluzioni d’urgenza e nello specifico pagando dei professionisti per riparare i danni. Peccato, basterebbe stare attenti ai consigli che dà un allevatore serio e applicarli con costanza e coerenza.

Se vi atterrete ai questi consigli e li applicherete scrupolosamente, non avrete bisogno di pagare un professionista. Il vostro cane sarà educato, sarà piacevole vivere con lui e di conseguenza anche la vostra vita migliorerà.

E soprattutto, non pensate che educare un cane da soli sia un lavoro incessante e faticoso: vi porterà via cento volte meno tempo di quello che vi occorre in dieci, quindici anni per controllare gli errori, le sciocchezze, i danni di tutti i tipi che bisogna aspettarsi da un cane non educato.

Per aver voglia di prendersi questo impegno, bisogna aver capito qual è la posta in gioco: è il futuro del vostro cucciolo, il suo equilibrio sociale, sia nella cerchia familiare sia con i suoi simili, che entra in gioco in questo preciso momento.

Bisogna imporsi sin dal primo momento con autorità e rigore, cosa che non significa essere cattivi, ma far rispettare le regole, insegnare al cane che non può fare qualsiasi cosa.

Primi giorni e periodo di condizionamento

L’importanza dei primi tre mesi si giustifica proprio comprendendo quel che succede nelle prime settimane della vita del cucciolo.

Il decimo giorno, il cucciolo comincia ad aprire gli occhi. Il quindicesimo giorno, comincia ad affezionarsi alla mamma (nei primi tempi non è veramente attaccato a lei, ma spinto da semplici riflessi di suzione).

Essa diviene la personalità centrale della vita quotidiana del cucciolo, la spina dorsale. Da allora il cucciolo continuerà a sviluppare il suo comportamento con riferimento alla personalità forte, rassicurante, della madre, su cui può fare assoluto affidamento.

Il periodo cosiddetto di condizionamento, che sopravviene a partire dal ventunesimo giorno e continua fino al novantesimo, cioè fino ai tre mesi, è di importanza fondamentale per il cucciolo (quello che Campbell chiama “FEAR IMPRINT/IMPACT PERIOD – 8/11 settimane)

Tutto quello che vedrà e scoprirà in questo periodo, gli sembrerà appartenere alla propria vita e quindi lo accetterà. L’ignoto, invece, tutto quello che non avrà visto e scoperto in quel periodo, gli creerà in futuro dei problemi.

Ciò spiega perché i cuccioli separati troppo presto dalla madre o quelli che nascono nei campi e che non sono mai entrati in contatto con una presenza umana (caso frequente), pongono grossi problemi ma non per questo sono meno educabili.

In entrambi i casi non c’è stata l’opera di condizionamento, fatto da cui nascono problemi comportamentali derivanti dalla mancanza di tutto quello di cui il cane aveva bisogno per costruirsi un comportamento equilibrato.

L’importanza della madre

Si comprende tutta l’importanza della madre se si considera l’esempio della quinta settimana, in cui i cuccioli cominciano a ringhiare, mordersi fra loro e anche a lottare per gioco in modo più o meno violento.

Ci si accorge che la presenza materna è determinante perché è lei che interviene per mettere fine alle zuffe quando uno dei piccoli si fa male e piange. È lei che ristabilisce l’ordine, prendendo il piccolo per la collottola, respingendolo, ignorandolo.

L’intervento della mamma segna l’inizio dell’autorità, cosa che l’uomo deve riprendere e continuare quando adotta il cucciolo.

Il cucciolo capisce che ci sono delle regole da rispettare, si rende conto anche che se vivesse in un branco, con altri maschi, interverrebbero altre regole della legge animale.

Ad esempio i cani adulti non esitano a far capire al cucciolo, ringhiando, che la ciotola del pasto tocca prima a loro e lui è l’ultimo a mangiare, una regola che l’essere umano deve assolutamente riprodurre in casa sua.

La madre inizia un’educazione, un lavoro, che deve essere continuato e approfondito dal futuro padrone. 

Se non continuate in modo corretto, rendete vano tutto il suo lavoro. Ecco perché vi consiglio, sin dal momento del suo arrivo, di dargli uno dei vostri abiti, una t-shirt, un maglione o qualcos’altro impregnato del vostro odore.

A sua volta se ne impregna anche lui e si crea un nuovo punto di riferimento, che è vitale perché ha perso quello della mamma. Gli si può anche dare un giocattolo. Quello che conta è che si appropri di qualcosa che abbia il vostro odore. Poi fategli fare quante più esperienze possibili e incontrare persone estranee alla famiglia così come altri cani adulti.

Per l’importanza che hanno i primi 3 mesi di vita sarebbe fondamentale che i cuccioli vivessero con la mamma e con altri soggetti adulti dell’allevamento almeno fino a 3 mesi e non venissero ceduti a soli 60 giorni come invece prevede ancora la legge nazionale.

In tal senso però sembra che alcune regioni come Lombardia e Toscana abbiano capito l’importanza di questo periodo, adottando la L.R. 29 GIUGNO 2016 n.15 (Art.105, comma e) imponendo il divieto della cessione di cani e gatti di età inferiore ai 90 giorni.

News ENCI - Divieto di cessione cuccioli prima dei 90 giorni

Questo terzo mese, in cui i cuccioli raddoppiano di peso, di dimensioni, di esuberanza (iniziano a lottare fra di loro, a controllare anche la pressione del morso, a capire la gerarchia del branco e non fare tutto quello che vogliono) è di fondamentale importanza perché ha maturato la consapevolezza di essere un CANE.

Ovviamente ci sarà qualche furbo che tenterà di ottemperare alla nuova normativa e dichiarerà che son nati 10, 20 o anche 30 giorni prima pur di non accollarsi le spese di gestione che nel terzo mese raddoppiano e magari li terrà sempre in gabbie e box di piccole dimensioni senza che possano fare nuove esperienze…. e allora tutto questo a cosa serve?

Un buon indicatore dell’età del cucciolo è il peso: un cucciolo di labrador a 3 mesi, se ben alimentato, deve pesare almeno 8-10 kg (femmine) e 11-12 kg (maschi) laddove a 2 mesi pesano mediamente, rispettivamente, sui 4-6 Kg e 6-8 Kg.

Nell’arco dei 90 giorni riusciamo a completare il ciclo vaccinale dei cuccioli, a mettere il microchip, a consegnare il cucciolo svezzato completamente, oltre a ridurre al minimo qualsiasi trauma causato da un distacco prematuro dei cuccioli dalla loro mamma.

Risultato: cuccioli felici, sani ed equilibrati.