Sterilizzazione e castrazione rendono davvero i cani più calmi?
Chiunque abbia portato un cucciolo dal veterinario negli ultimi trent’anni si è sentito dire più o meno la stessa cosa: “sterilizzalo, si calmerà“.
È diventato quasi un automatismo, ripetuto così spesso da sembrare un dato di fatto acquisito. Una revisione scientifica pubblicata nel 2026 su Animal Reproduction rimette tutto in discussione.
Gli autori hanno passato al setaccio decenni di studi sull’argomento e sono arrivati a una conclusione scomoda: non ci sono prove abbastanza solide da giustificare la sterilizzazione o la castrazione con il solo scopo di modificare il comportamento del cane.
Cosa ha trovato davvero lo studio?
Il dato che salta all’occhio è che alcuni studi inclusi nello studio hanno registrato l’effetto opposto a quello atteso: dopo l’intervento, alcuni cani hanno mostrato più paura, più ansia, e in certi casi anche forme di aggressività più marcate.
Non tutti, non sempre, ma abbastanza da rendere insostenibile l’idea di una regola valida per ogni soggetto.
Il motivo ha a che fare con qualcosa che spesso si dimentica: gli ormoni riproduttivi non si occupano solo di riproduzione.
Testosterone, estrogeni e progesterone intervengono anche nel funzionamento del cervello, nell’apprendimento, nella memoria e nella gestione dello stress — un meccanismo che ricorda da vicino quanto abbiamo raccontato parlando di come lo stress ormonale della madre influenzi il cervello dei cuccioli ancora prima della nascita.
Toglierli chirurgicamente non è un’operazione neutra sul piano comportamentale: è un cambiamento che si ripercuote sul sistema nervoso, e ogni cane lo metabolizza a modo suo, in base a genetica, età, sesso, razza e temperamento.
Un effetto collaterale meno noto della sterilizzazione, legato proprio a questi squilibri ormonali post-intervento, è la gravidanza isterica, che può comparire nelle settimane successive all’operazione se questa viene eseguita nel momento sbagliato del ciclo.
Le alternative che preservano gli ormoni
La parte più interessante dello studio riguarda due procedure ancora poco diffuse in Italia, che impediscono la riproduzione senza spegnere la produzione ormonale dell’organismo.
Vasectomia
Nel maschio, la vasectomia interrompe il passaggio degli spermatozoi ma lascia i testicoli intatti.
Il cane non può più riprodursi, ma continua a produrre testosterone come prima dell’intervento. Le differenze ormonali e caratteriali tra maschi e femmine, del resto, pesano già molto nella scelta del cucciolo, ed è un fattore da tenere presente anche quando si valuta questa procedura.
Sterilizzazione con conservazione delle ovaie
Nella femmina, questa tecnica rimuove l’utero ma lascia una o entrambe le ovaie al loro posto. Niente gravidanze, ma la produzione di ormoni ovarici resta attiva.
Gli autori della revisione non dicono che queste tecniche siano superiori in assoluto.
Dicono che meritano più attenzione di quanta ne ricevano oggi, perché potrebbero conservare parte dei benefici associati agli ormoni naturali, mantenendo comunque sotto controllo la riproduzione.
Il rischio di piometra: perché va tenuto separato dal discorso comportamento
C’è un punto che merita di essere isolato dal resto, perché altrimenti si rischia di fare confusione: la piometra.
La piometra è un’infezione uterina grave, spesso a rischio vita, che colpisce le femmine intere soprattutto in età avanzata, di solito nelle settimane successive al calore.
È una delle ragioni sanitarie più solide — probabilmente la più solida — per cui molti veterinari raccomandano la sterilizzazione tradizionale nella cagna, ed è un rischio reale, non teorico: l’incidenza cumulativa nel corso della vita di una cagna intera è tutt’altro che trascurabile.
Qui la revisione di Animal Reproduction non lascia spazio a equivoci: rimuovere l’utero elimina il rischio di piometra, a prescindere dal fatto che le ovaie vengano lasciate o meno.
Per questo la sterilizzazione con conservazione delle ovaie non è un compromesso “a metà” sul fronte sanitario: l’organo che si infetta viene tolto comunque.
Quello che cambia rispetto alla sterilizzazione tradizionale è solo la permanenza della produzione ormonale, non la protezione dalla piometra.
La vasectomia è un discorso diverso, perché riguarda il maschio e non tocca in alcun modo il rischio di piometra nella femmina: le due procedure non sono equivalenti e rispondono a esigenze diverse a seconda del sesso del cane.
Quindi sterilizzare o no?
La revisione non prende posizione in un senso o nell’altro. Non dice che i cani vadano sterilizzati o castrati, né il contrario.
Il messaggio è un altro: basta con l’approccio “uguale per tutti”. Ogni decisione andrebbe presa guardando il singolo cane — la sua salute, lo stile di vita, il comportamento già manifestato, il rischio riproduttivo reale — insieme al proprio veterinario, tenendo conto anche di tutti i fattori sanitari che entrano in gioco nel lungo periodo, non solo di quelli comportamentali.
Per chi alleva o convive con un Labrador, questo significa una cosa concreta: prima di decidere se e quando sterilizzare, vale la pena fare una valutazione su misura, non seguire un protocollo standard applicato a prescindere.
Domande e risposte
La sterilizzazione riduce l’aggressività nel cane?
Non in modo automatico. La revisione ha trovato casi in cui l’aggressività è aumentata dopo l’intervento, non diminuita. L’effetto varia da cane a cane.
A che età conviene sterilizzare un cane?
Non esiste un’età valida per tutti. La scelta dipende da razza, taglia, stato di salute e obiettivi (riproduttivi, comportamentali, sanitari), e va discussa caso per caso con il veterinario.
La vasectomia è disponibile in Italia?
È una procedura ancora poco diffusa rispetto alla castrazione tradizionale. Non tutti i veterinari la offrono: è consigliabile chiedere direttamente alla propria struttura di fiducia.
Sterilizzare aiuta a prevenire malattie?
Sì, in parte. Il caso più chiaro è quello della piometra: la sterilizzazione tradizionale, rimuovendo l’utero, elimina questo rischio nella cagna.
Anche la sterilizzazione con conservazione delle ovaie offre la stessa protezione, perché è comunque l’utero a essere asportato.
Su altri fronti (alcuni tumori riproduttivi, ad esempio) il bilancio è meno netto: la revisione ricorda che gli ormoni hanno anche funzioni protettive, quindi va valutato caso per caso con il veterinario.
Se lascio le ovaie, mia cagna può ancora avere la piometra?
No. La piometra è un’infezione dell’utero: se l’utero viene rimosso — come avviene sia nella sterilizzazione tradizionale sia in quella con conservazione delle ovaie — il rischio si azzera.
Le ovaie lasciate in sede non c’entrano con questa specifica malattia.
Cosa cambia con la sterilizzazione con conservazione delle ovaie?
Si evita la gravidanza rimuovendo l’utero, ma la cagna continua a produrre ormoni ovarici, con il ciclo che può comunque manifestarsi esternamente (senza rischio di gravidanza).
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