Il Labrador discende dal cane di St. John’s, il cane da acqua dei pescatori di Terranova. Nell’Ottocento arrivò in Inghilterra, dove i Conti di Malmesbury e il Duca di Buccleuch lo selezionarono come cane da riporto. Ne parliamo in la storia del Labrador Retriever.
All’inizio si volevano solo cani neri. Il marrone, però, era già nascosto nei geni di alcuni riproduttori: i primi cuccioli color fegato documentati nascono nel 1892 nel canile Buccleuch. Per decenni furono poco considerati, e solo nel Novecento il Labrador cioccolato è diventato un colore apprezzato e selezionato.
Carattere. Il colore non ha nessun legame con il temperamento. Un Labrador marrone ben selezionato è equilibrato, socievole, affettuoso con la famiglia e con i bambini, facile da educare. È pieno di energia e ama l’acqua: lavora bene nel soccorso in acqua, nella pet therapy e negli sport cinofili come agility e obedience.
Aspetto. Struttura robusta, torace ampio, testa larga, coda «a lontra», pelo corto e fitto con sottopelo impermeabile. Lo standard FCI ammette una piccola macchia bianca sul petto e sul retro dei metacarpi. Questi piccoli segni chiari sulle zampe sono chiamati «Bolo marks», dal nome di Banchory Bolo, un Labrador storico degli anni Dieci del Novecento.