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Tra i più importanti test genetici di selezione del colore nel Labrador, c’è quello della diluizione del colore del mantello (D-Locus = Diluite Coat Color), un esame che ogni allevatore dovrebbe sempre eseguire prima di qualsiasi accoppiamento.

Il gene MLPH codifica una proteina chiamata melanofilina, responsabile del trasporto e del fissaggio delle cellule contenenti melanina.

Una mutazione in questo gene porta ad una distribuzione impropria di queste cellule, causando appunto un colore del mantello diluito.

La mutazione che causa la diluizione del colore è autosomica recessiva, quindi sono necessarie due copie del gene mutato (allele D o il locus D) per produrre il colore diluito del mantello.

La mutazione MLPH colpisce sia l’eumelanina che i pigmenti di feomelanina che controllano il colore del mantello.

Diluizione del colore nel Labrador (D-Locus)

Tutti i labrador neri, marroni e gialli possono essere affetti

Gli effetti della diluizione sono più pronunciati nei soggetti neri e per questo motivo spesso si esegue sul labrador nero ed è importante che questo colore dominante non trasmetta la diluizione.

Il test che viene eseguito, attraverso tampone boccale o prelievo ematico, consiste nel rilevare gli alleli D e d per evidenziare se la sequenza allelica è D (dominante) rispetto a d (recessivo).

I soggetti che esprimono il fenotipo diluito hanno un genotipo d/d o d2. Sono anche codificati come B/B o B/b, b/b e E/E, E/e, e/e, e/e rispettivamente, per quanto riguarda i locus E e B, che determinano il colore del mantello.

Poiché le mutazioni responsabili del fenotipo di diluizione sono recessive, un cane può portare una delle due varianti di diluizione ed esprimere comunque un colore normale del mantello (carrier).

Questi labrador possono trasmettere i geni in tinta unita o gli alleli del tratto diluito a qualsiasi discendenza.

Ciò significa che due cani a colore pieno possono avere un cucciolo diluito. Questo rende il test del DNA per il locus D un’importante strumento di allevamento per evitare accoppiamenti che possono generare cuccioli portatori o affetti.

La biogenetica animale offre anche un test per una seconda mutazione recessiva che influisce sulla diluizione del colore del mantello.

Questa mutazione è stata identificata in un certo numero di razze canine in cui i singoli soggetti avevano un colore del mantello diluito e testato senza diluizione.

La variante aggiuntiva funziona con la variante MLPH per diluire il pelo e la pelle allo stesso modo.

D-Locus: possibili combinazioni

Un labrador che porta due coppie dell’allele mutato può essere (d/d), (d/d2) o (d2/d2).

  • D/D (clear): il cane porta con sé due copie dell’allele MLPH non mutato. Nella maggior parte dei casi il cane esprimerà un normale colore del mantello non diluito e trasmetterà sempre una copia dell’allele (D) a tutti i figli.
  • D/d (carrier): sono presenti sia gli alleli MLPH dominanti che recessivi. Nella maggior parte dei casi il cane avrà un mantello normale e non diluito ma è portatore della diluizione, quindi può trasmettere l’allele MLPH a qualsiasi discendenza.
  • d/d (affetto): il cane ha due copie dell’allele mutato recessivo MLPH. Nella maggior parte dei casi il cane avrà un mantello colorato diluito e trasmetterà sempre una copia dell’allele MLPH a qualsiasi discendenza.
  • D/d2 (carrier): sono presenti sia l’allele dominante non mutato MLPH che l’allele recessivo (d2) mutato MLPH. Nella maggior parte dei casi il cane avrà un mantello normale non diluito ed è portatore del colore del mantello (d2) diluito. Il cane può trasmettere l’allele MLPH a qualsiasi discendenza.
  • d/d2 (affetto): il cane ha una copia di (d) e una copia dell’allele mutato MLPH (d2). Nella maggior parte dei casi il cane avrà un mantello colorato diluito e passerà sempre una copia dell’allele mutato MLPH a qualsiasi discendenza.
  • d2/d2 (affetto): il cane ha due copie dell’allele mutato (d2) recessivo MLPH. Nella maggior parte dei casi il cane avrà un mantello colorato diluito e passerà sempre una copia dell’allele MLPH a qualsiasi discendenza.

Concludendo possiamo dire che testare i soggetti utilizzati in riproduzione è una buona pratica di selezione e mantenimento di uno standard: purtroppo oggi, a causa delle tantissime cucciolate improvvisate dei privati, sta perdendo molto in termini di qualità.

Questi test possono essere eseguiti da chiunque attraverso il proprio veterinario, inviando il campione (tampone buccale o prelievo di sangue in EDTA) a Laboklin, insieme alla compilazione di un apposito modulo.