La filariosi cardiopolmonare

E’ una malattia che, se riconosciuta in tempo, può essere curata e per questo è importante sapere con che sintomi si manifesta e con quali medicinali si può aggredire.

Questa patologia è anche detta dirofilarisosi cardiopolmonare, più nota come filariosi o filaria del cane, ed è provocata da un verme chiamato Dirofilaria Immitis, della famiglia dei Nematodi, vermi tondi che hanno la caratteristica di avere il corpo allungato e cilindrico.

Le dimensioni di questo parassita nella forma adulta varia dai 12 ai 17 cm nei maschio e dai 25 ai 32 cm nelle femmine, e può sopravvivere anche 5 anni.

Si localizza nella maggior parte dei casi nell’atrio, nel ventricolo destro del cuore, nelle arterie polmonari e nelle sue diramazioni.

In un soggetto infestato i parassiti adulti possono essere anche diverse decine. La forma larvale (microfilaria) è invece microscopica e presente in tutto il torrente circolatorio.

La femmina, dopo la fecondazione, ne rilascia un numero molto elevato, 5-10.000 per ogni ml di sangue, direttamente nel circolo sanguigno; queste possono restare in circolo per molto tempo, anche fino a due anni, e costituiscono il mezzo di trasmissione della malattia da cane a cane attraverso la puntura della zanzara.

La trasmissione

La trasmissione della malattia avviene da un cane infetto ad uno sano semplicemente tramite la puntura di una zanzara che è l’ospite intermedio nel contagio.

La zanzara s’infetta di larve pungendo un soggetto con microfilarie, permette la loro maturazione fino a un certo stadio di sviluppo e in seguito le trasmette ad un altro cane attraverso una puntura, infettandolo.

Lo stesso tipo di patologia, sempre provocata dal medesimo parassita, può colpire anche i gatti, seppur meno frequentemente, furetti, volpi, lupi e altri canidi.

Se non diagnosticata e trattata in modo tempestivo, la filariosi può provocare serie lesioni al cuore portando all’insufficienza cardiaca e infine alla morte dell’animale.

Il ciclo della filaria

Il ciclo della filaria si svolge secondo il seguente schema:

1. La zanzara punge un animale infetto (l’ospite definitivo} e ingerisce con il sangue le microfilarie larve al primo stadio, L1).

2. All’interno del vettore le larve maturano nel giro di una settimana circa passando al secondo stadio L2, dopodiché, trascorsa un’altra settimana circa, evolvono allo stadio successivo L3 in cui diventano infettanti.

3. Le larve L3 migrano nell’apparato pungitore della zanzara e così questa trasmetterà il parassita quando pungerà un animale per nutrirsi del suo sangue.

4. Nell’animale infettato le larve migrano nei capillari e nel giro di 7-12 giorni si trasformeranno in larve L4; queste, tra il cinquantesimo e il settantesimo giorno, passeranno allo stadio L5; entro il centoventesimo giorno le macrofilarie si insedieranno nel cuore e nelle arterie polmonari del cane.

5. Alcune diventano filarie adulte che possono riprodursi e rilasciare le microfilarie nel torrente circolatorio; le microfilarie (larve L1) giungono ai vasi capillari dove infestano un’altra zanzara durante il suo pasto di sangue e il ciclo ricomincia.

6. Quando le filarie adulte muoiono, possono causare emboli o vere e proprie matasse che intasano le arterie.

Sintomatologia

I sintomi della filariosi cardiopolmonare in uno stadio iniziale sono molto subdoli e non sempre i segni clinici sono facilmente visibili, pertanto in una prima fase il cane può sembrare sano.

Infatti, come sopra esposto, prima che i parassiti si insedino nel cuore e nelle arterie polmonari dell’animale, punto 4 del ciclo, passeranno circa quattro mesi; passerà poi ancora del tempo prima che i parassiti raggiungano una quantità tale da causare una sintomatologia evidente.

Pertanto, soltanto in un secondo momento subentrano dei sintomi caratteristici quali tosse persistente e riluttanza a muoversi o a fare esercizio fisico, quindi subentra una fase di spossatezza accompagnata da diminuzione dell’appetito e perdita di peso. La sintomatologia clinica della filariosi del cane viene schematicamente suddivisa in 4 classi.

Stadio 1 (filariosi in forma subclinica o lieve)
Non si notano nel cane segni che possano fa pensare alla presenza della malattia. Un eventuale esame di laboratorio  che ricercasse gli antigeni della filaria risulterebbe però positivo. In definitiva, il cane è ammalato ma il numero di parassiti presente non è sufficiente a provocare sintomi di alcun genere. Prognosi in genere favorevole.

Stadio 2 (filariosi in forma moderata)
I parassiti sonon cresciuti in un numero e dimensioni tali da causare nel cane vari sintomi tra i quali affaticamento, difficoltà nel respirare sotto sforzo, soffio cardiaco e calo ponderale. Prognosi favorevole con riserva.

Stadio 3 (filariosi in forma grave)
Le filarie hanno raggiunto ormai numero e dimensioni tali da provocare varie lesioni al cuore e alle arterie dei polmoni; ne consegue un aspetto del cane visibilmente provato con calo di peso, dispnea, aumento della frequenza respiratoria (tachipnea), tosse, eritrocitopenia (riduzione dei globuli rossi), incremento del volume addominale, insufficienza cardiaca destra, perdita di sangue dal naso (epistassi), formazione di tromboemboli e alterazione della funzionalità polmonare. Prognosi riservata.

Stadio 4 (sindrome della vena cava, SVC)
Il numero e le dimensioni dei parassiti sono talmente elevati che ormai risultano occupate non solo la parte destra del cuore e le arterie polmonari ma anche la vena cava la cui ostruzione pone in gravissimo pericolo di vita il cane. Prognosi molto riservata.

Contro la filariosi ancora non esiste un vaccino e la malattia può manifestarsi anche a distanza di tempo dal contagio; pertanto è importante eseguire ogni anno un test di controllo presso il medico veterinario così da verificare se il nostro cane sia stato stato infettato.

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