Ereditarietà autosima recessiva: geni recessivi e dominanti

La biologia molecolare è una risorsa fondamentale, sia per i proprietari dei cani che per gli allevatori che selezionano una determinata razza.

Conoscere le caratteristiche genetiche dei propri cani permette di allevare soggetti privi di malattie genetiche e permette anche di conservare il patrimonio genotipico specifico di ciascuna razza.

Nessun allevatore e nessun privato amante di una razza dovrebbe sottrarsi dalla responsabilità di conoscere e di eseguire tutti i controlli sulle patologie genetiche.

Il test sul DNA attraverso tampone buccale o prelievo sangue (ETDA) serve per escludere dal programma di selezione in allevamento soggetti affetti dalle malattie genetiche e non per escludere a priori dalla riproduzione soggetti clinicamente sani anche se portatori del gene mutato.

Per quanto riguarda il Labrador Retriever, sono disponibili presso alcuni laboratori come Laboklin una serie di esami sul DNA che permettono di testare se il cane è:

  • omozigote nei confronti del gene sano (clear)
  • portatore eterozigote della mutazione (carrier)
  • omozigote nei confronti della mutazione (affected)

Vediamo quali sono le più importanti malattie genetiche nel Labrador per cui chiunque si appresta a fare nascere dei cuccioli (allevatore o privato) dovrebbe verificare prima di accoppiare.

Mielopatia degenerativa (DM)

La mielopatia degenerativa è una malattia genetica autosomica recessiva che provoca dolore. La sua degenerazione è progressiva e colpisce il midollo spinale nei cani anziani. La malattia ha un’insorgenza insidiosa, tipicamente tra gli 8 e i 14 anni di età.

Inizia con una perdita di coordinazione (atassia) negli arti posteriori. Il cane affetto vacilla quando cammina o trascina le zampe.

Questo può verificarsi prima su di un arto posteriore e poi influenzare l’altro. Con il progredire della malattia, gli arti diventano deboli e il cane inizia a stare spesso steso perchè ha difficoltà a stare in piedi.

La debolezza peggiora progressivamente fino a quando il cane non è in grado di camminare. Il decorso clinico può variare da 6 mesi a 1 anno prima che il cane diventi paraplegico.

Se i segni progrediscono per un periodo di tempo più lungo, può verificarsi una perdita di continenza urinaria e fecale e, infine, si svilupperà una debolezza negli arti anteriori.

Risultati DM: N/N (clear = sano), DM/N (carrier = portatore), DM/DM (affected = affetto)

Collasso indotto da sforzo (EIC)

Il collasso indotto da esercizio fisico (EIC) è una malattia genetica autosomica recessiva che causa nei cani colpiti una perdita di controllo muscolare dopo periodi di esercizio fisico estremo.

In genere, un cane affetto (omozigote per EIC) inizia a mostrare sintomi tra i 5 mesi e i 3 anni di età, di solito intorno all’età in cui inizia l’addestramento più intenso.

Gli episodi di EIC si verificano generalmente dopo 5-25 minuti di esercizio fisico estremo. Non tutti i tipi di esercizio fisico possono indurre un attacco: generalmente il cane deve essere in corsa ed eccitato per un lungo periodo di tempo.

Gli attacchi spesso iniziano con il dondolio, seguiti dalla debolezza degli arti posteriori che diventano deboli e cedono.

La gravità di questi attacchi varia da un soggetto all’altro; alcuni continueranno a cercare di recuperare, trascinando le zampe posteriori, mentre altri saranno totalmente incapaci di muoversi, agendo in modo disorientato.

Questi attacchi durano solitamente solo 5-25 minuti circa, ma, in alcuni casi estremi, i cani sono morti immediatamente dopo un attacco EIC.

Un soggetto affetto (EIC/EIC) può essere accoppiato solo con un clear (N/N): in questo modo la prole non sarà mai colpita da questa malattia.

Risultati EIC: N/N (clear=sano), EIC/N (carrier=portatore), EIC/EIC (affected=affetto)

Paracheratosi nasale ereditaria (HNPK)

La paracheratosi nasale ereditaria (HNPK) è un disturbo autosomico recessivo ereditato nei labrador retriever. Una mutazione dei nucleotidi T>G nel gene SUV39H2 provoca l’essiccamento del naso, con conseguente irritazione cronica e infiammazione della pelle del naso.

I sintomi del disturbo compaiono generalmente intorno ai 6-12 mesi di età. I cani colpiti sviluppano croste secche, ruvide, grigie o marroni sulla superficie e sul bordo del naso. In alcuni casi, le crepe che sono dolorose compaiono intorno e sulla punta del naso.

Se non trattati, i soggetti colpiti possono sviluppare infezioni batteriche superficiali. Nel corso del tempo, il naso spesso inizia a depigmentizzare, cambiando il colore della pelle da scuro a chiaro.

Anche se il disturbo non è potenzialmente letale, è necessaria una cura continua per ridurre il ripetersi di un’eccessiva crosta nasale per tutta la vita del cane.

Poiché l’HNPK è un disturbo recessivo, un cane deve avere due copie della mutazione affinché la malattia si manifesti, ovverò deve essere affetto (HNPK/HNPK)

Questo significa che un soggetto con una sola copia della mutazione non svilupperò mai la malattia in quanto solo portatore.

Il portatore può trasmettere il gene normale o il gene mutato a qualsiasi discendenza. Se vengono allevati due soggetti portatori, c’è una probabilità del 25% di avere un cucciolo che riceve due copie mutate del gene e sarebbe affetto da HNPK.

Risultati HNPK: N/N (clear=sano), HNPK/N (carrier=portatore), HNPK/HNPK (affected=affetto)

Atrofia retinica progressiva (prcd-PRA)

L’atrofia retinica progressiva (prcd-PRA = pro-rod-cono-degeneration) come malattia genetica ereditaria si verifica in molte razze canine (non solo nel Labrador) e anche in forme diverse.

La degenerazione progressiva delle cellule che costituiscono la retina (ROD – CONO) avviene in cani di solito entro 5 anni di età con insorgenza variabile.

Questo disturbo genetico causa la degenerazione delle cellule della retina nell’occhio: in primo luogo, le cellule ROD sono colpite, quelle destinate alla visione nottura, portando così ad una progressiva cecità in mancanza di luce. Successivamente la degenerazione si sposta sulle cellule CONO che causa la completa cecità del cane anche in situazioni di piena luce durante il giorno.

L’età di insorgenza dei sintomi clinici avviene tipicamente nella prima parte dell’adolescenza o nella prima età adulta. Tuttavia, l’insorgenza della malattia può variare tra le diverse razze di cani.

Poiché la diagnosi delle malattie a carico della retina può rivelarsi difficile, il test genetico su prcd-PRA aiuta a diagnosticare una specifica malattia ed è anche uno strumento a chi alleva seriamente per eliminare il gene mutato dalla selezione in allevamento.

Miopatia centronucleare (CNM)

La miopatia centronucleare (CNM) è una miopatia ereditaria del Labrador Retriever derivante da una mutazione della proteina tirosina fosfatasi (PTPLA), difficile da diagnosticare clinicamente dalle altre miopatie congenite ereditarie nel labrador.

Questa condizione è anche conosciuta come:

  • deficit di fibre muscolari di tipo II
  • distrofia muscolare autosomica recessiva
  • miopatia ereditaria

La malattia viene ereditata in modo autosomico recessivo ed entrambi i sessi ne sono colpiti in egual misura. La miopatia ereditaria si manifesta tipicamente nei cuccioli a 2-5 mesi.

I sintomi di CNM includono: perdita generalizzata di tono e controllo muscolare, intolleranza all’esercizio fisico e andatura scomoda.

I soggetti con una copia normale (clear) e una copia mutante del gene (carrier) non mostrano segni ma non mostreranno mai la malattia. Diversamente invece, se si accoppiano due portatori eterozigoti della mutazione questi daranno cucicoli per il 25% sani, 50% portatori e 25% affetti.

Anche per questa patologia genetica, gli allevatori possono utilizzare i risultati del test come strumento di selezione nella riproduzione per evitare di fare nascere cuccioli affetti.

Risultati CNM: N/N (clear=sano), CNM/N (carrier=portatore), CNM/CNM (affected=affetto)

Osteocondrodisplasia (SD2 Skeletal Dysplasia 2)

La displasia scheletrica 2 (nanismo) è una malattia genetica del labrador retriever che causa un arresto precoce nella crescita delle articolazioni. È generalmente caratterizzata da una o più parti del corpo più piccole rispetto alle dimensioni complessive dell’animale.

A differenza di altre forme di nanismo (nanismo ipofisario), il risultato è un cane “sproporzionato” con arti anteriori accorciati e linea dorsale anomala. Spesso le zampe anteriori sono più colpite rispetto a quelle posteriori. Questo causa una posizione e un’andatura “scomoda”.

La lunghezza e la profondità del tronco non vengono alterate. In base alle conoscenze più recenti, i cani che hanno ereditato il gene mutato (affetti) non presentano ulteriori sintomi come genitali malformati o malattie neuronali come nel nanismo ipofisario.

Alcuni studi affermano che le linee di lavoro più sottili hanno maggiori probabilità di ereditare la variante SD2. Nella maggior parte dei casi i maschi colpiti avevano un’altezza della spalla inferiore a 55 cm e le femmine colpite avevano un’altezza della spalla inferiore a 50 cm. Lo standard internazionale di razza è di 56-57 cm per i maschi e 54-56 cm per le femmine.

Risultati SD2: N/N (clear=sano), SD2/N (carrier=portatore), SD2/SD2 (affected=affetto)

Le combinazioni tra clear, carrier e affected

Queste malattie sono completamente genetiche dove il fattore ereditario è del 100% e sono completamente riconducibili ai genitori: questo significa che non possono esserci altre variabili di passagio sui cuccioli.

Ben diverso invece è il discorso quando si parla della displasia coxo-femorale (anche) e quella del gomito che solo in piccola parte può risultare ereditaria (25%) e definita per questo motivo “multifattoriale“.

Tutte le malattie completamente genetiche si presentano come ereditarietà autosomica recessiva, ovvero è necessario che entrambi i genitori siano portatori del gene malato, per trasmettere la malattia alla prole.

Un soggetto carrier non sarà mai colpito dalla malattia nei suoi caratteri visibili, ma se questo cane si accoppiasse con un altro soggetto portatore, allora trasmetterebbe a sua volta la malattia alla prole (25% sani, 25% portatori, 50% affetti).

L’importanza dei test-DNA per escludere soggetti affetti

Risulta chiaro che si può utilizzare in riproduzione un soggetto clinicamente sano ma portatore del gene, qualora lo si faccia accoppiare con un soggetto sano, non portatore.

Un allevatore può utilizzare per la selezione della razza un soggetto portatore (carrier) a patto che l’altro soggetto sia sano (clear).

Se si accoppia una femmina testata prcd-PRA risultante carrier (portatore) con un altro labrador che è portatore o addirittura affetto da questa patologia, allora il 50% dei cuccioli sarebbero colpiti da cecità e il 50% saranno portatori sani non sviluppando mai la malattia.

Quando acquistate un cucciolo richiedere sempre il test sui genitori

Un esemplare testato carrier per una determnata malattia genetica, non deve essere escluso a priori dalla selezione, ma occorre verificare le condizioni genetiche dell’altro soggetto, al fine di non scegliere un altro carrier ma sempre un clear.

L’importante infatti è che uno almeno uno dei genitori sia clear, per non trasmettere la malattia genetica al cucciolo.

Purtroppo non tutti gli allevatori sottopongono i propri cani a questi esami, figuratevi il privato che fa cucciolate, e questo non permette di avere un quadro genetico chiaro, accettando anche di dover escludere dalla selezione un soggetto.

Di contro invece, proprio i risultati dei test DNA permettono di favorire una migliore selezione e limitare gli azzardi, al fine di preservare la salute stessa della razza.

Tutti i nostri labrador hanno test-DNA Laboklin.