L’importanza del microbiota intestinale nella salute del cane

In questo articolo parliamo dell’importanza del microbiota intestinale. Il microbioma del tratto gastrointestinale ovvero la flora batterica presente in qualsiasi essere vivente svolge un ruolo fondamentale nella salute generale e nel benessere dell’animale perchè regola tutto il suo sistema immunitario.

C’è un crescente interesse per il microbiota (flora intestibale) e il suo ruolo nella salute degli animali domestici, poiché la crescente ricerca sul microbiota gastrointestinale inizia a identificare l’importante ruolo che deve svolgere nella salute generale e nel benessere sia nell’uomo che negli animali.

Il microbiota intestinale è considerato un organo metabolico con importanti impatti sulla salute dell’ospite, quindi, cosa costituisce un microbioma nell’intestino sano e quali fattori possono influenzare il suo equilibrio (farmaci e alimentazione).

Prima di addentrarci in questo affascinante argomento facciamo una definizione dei termini utilizzati di seguito.

  • Microbiota: sonmicrorganismi che tipicamente abitano un particolare ambiente e in un organismo. In questo articolo il microbiota si riferisce ai microrganismi all’interno del tratto gastrointestinale;
  • Microbioma: è il corredo genetico dell’insieme del microbiota, cioè i geni di tutti i batteri, funghi e virus che abitano un particolare ambiente;
  • Disbiosi intestinale: indica un’alterazione o uno squilibrio nella composizione e/o ricchezza del microbiota intestinale;
  • Metabolomica: studio su larga scala di piccoli metaboliti, all’interno delle cellule, biofluidi, tessuti o organismi. Queste piccole molecole e le loro interazioni all’interno di un sistema biologico sono noti come metaboloma;
  • Postbiotici: prodotti finali metabolici benefici del metabolismo batterico;
  • Prebiotici: ingredienti alimentari non digeribili (fibre) che stimolano selettivamente la crescita e/o l’attività di una o diverse specie di batteri gastrointestinali con il potenziale per migliorare la salute dell’ospite;
  • Probiotico: un prodotto o una preparazione contenente microorganismi ganismi come Lactobacillus, Bifidobacterium, Enterococcus faecium che mantiene o ripristina i batteri benefici batteri benefici al tratto digestivo quando consumato in un alimento o integratore.

Quando il microbiota è alterato?

Il primo fattore che influenza in modo negativo il microbiota del cane è l’alimentazione. Semplicemente attraverso l’assunzione quotidiana, fin da cucciolo, del tanto pubblicizzato cibo industriale estruso, le famose crocchette, che oggi tutti usano e considerano come l’unico cibo possibile.

Il cibo estruso è un’alimento che in natura non esiste se non per la mano dell’industria mangimistica che trasforma tutti gli scarti industriali che non possono essere destinati al consumo umano in un cibo “finto” pieno di additivi, riempitivi, tossine, conservanti, aromatizzanti, amidi, farine di animali e cereali.

Tuttavia le alternative esistono e sono molto più sane come, ad esempio, una cucina casalinga e/o crudista oppure un pressato a freddo che, purroppo, non vengono quasi mai pubblicizzati e potete ben capire il motivo.

L’alimentazione industriale estrusa porta sempre a una disbiosi intestinale e spesso le malattie infiammatorie intestinali (IBD) sono strettamente correlate a questa alterazione batterica.

A questo punto come possiamo essere in grado di migliorare il microbioma del nostro cane? Semplicemente cambiando l’alimentazione.

Dovete sapere che ci sono circa 100 trilioni di cellule microbiche nel tratto gastrointestinale, dieci volte più del numero di cellule ospiti e ogni tipo di flora intestinale ha diversi ruoli.

La flora microbica intestinale influenza sia il sistema immunitario sistemico che quello gastrointestinale dell’ospite.

La flora batterica intestinale aiuta nella resistenza alle malattie e nella difesa contro gli enteropatogeni, che si ritiene siano dovuti alla creazione di una barriera fisica alla colonizzazione dei patogeni, alla competizione per i nutrienti e alla produzione di sostanze antimicrobiche.

Inoltre fornisce anche benefici nutrizionali, ad esempio, fonti di fibre come l’inulina della cicoria e la polpa di barbabietola sono fermentate dai batteri nell’intestino crasso per produrre acidi grassi a catena corta (Short Chain Fatty Acids – SCFA), che hanno una serie di ruoli potenzialmente benefici nel tratto gastrointestinale, compresa la funzione di generare fonti di energia per l’ospite (esempio i microrganismi appartenenti al genere Clostridium).

Questi organismi hanno anche proprietà antinfiammatorie dirette attraverso l’espansione dei linfociti immunoregolatori. La microflora intestinale idrolizza anche l’urea, modifica il metabolismo del colesterolo e dei sali biliari e sintetizza vitamine tra cui B12, acido folico e biotina.

I batteri gastrointestinali sono gli unici responsabili della conversione degli acidi biliari primari in acidi biliari secondari: un esempio di quanto siano importanti per la fisiologia degli animali da compagnia e dell’uomo.

Quali sono i ruoli del microbiota intestinale?

Numerosi studi confermano che il microbioma intestinale ha un ruolo fondamentale sul sistema immunitario oltre a effetti di digestione e protezione all’interno del tratto gastrointestinale.

Si ritiene infatti che la salute del microbioma intestinale svolga un ruolo primario nello sviluppo e nella progressione dell’obesità, della dermatite atopica e delle neoplasie, oltre ad avere un impatto sulla cognizione e sulla funzione renale.

Pertanto, tutelare la salute del microbiota intestinale con una alimentazione naturale priva di tossine, mantiene elevata la salute generale del cane e del gatto.

Cosa costituisce un microbiota sano?

La maggior parte delle ricerche che studiano il ruolo del microbioma è stata condotta negli esseri umani, ma con l’avanzare delle tecnologie ci si è resi conto dell’importanza del microbioma gastrointestinale anche nella salute del cane e del gatto.

Le tecniche tradizionali per ottenere informazioni sulla composizione del microbioma hanno incluso la coltura, ma si ritiene che questa sia adatta solo per circa il 5% del microbioma gastrointestinale e non tiene conto di elementi come i postbiotici prodotti dal metabolismo batterico.

Ogni individuo ha un microbioma molto diverso, diverso sia per l’equilibrio che per le specie e i ceppi di batteri all’interno del tratto gastrointestinale.

Vediamo chiare differenze tra il microbioma presente in un animale sano e quello di un animale malato e, nel tempo, alcuni fenotipi di malattie dimostrano modelli specifici di cambiamenti del microbioma.

Tuttavia, sono necessarie ulteriori informazioni sia sulla composizione microbica che sulle loro funzioni, compresa la loro attività metabolica e le interazioni immunitarie, per definire cosa è “sano” o “malsano”.

Un microbioma disbiotico può avere un impatto sull’ospite in modi funzionali o immunologici che possono essere deleteri, ad esempio a causa della produzione di tossine o della riduzione dei metaboliti antinfiammatori.

La disbiosi è spesso associata a disturbi gastrointestinali acuti e cronici, sebbene nella maggior parte dei casi non sia ancora noto se la disbiosi sia la causa o il risultato della malattia.

Come accennato in precedenza, il microbiota sembra anche svolgere un ruolo nelle malattie extraintestinali tra cui la dermatite atopica e l’obesità.

Sta diventando sempre più evidente che esiste una comunicazione bidirezionale tra il microbiota intestinale e il cervello (chiamato asse microbiota-intestino-cervello).

È stato dimostrato che la disbiosi influenza il comportamento ed è coinvolta nella patogenesi delle malattie neurologiche, incluso il Parkinson negli esseri umani, e correla con comportamenti aggressivi nei cani.

Tuttavia, può essere difficile correlare la disbiosi con un quadro clinico e il suo contributo alla malattia sembra variare tra i diversi pazienti: ci sono alcune prove che la genetica gioca un ruolo nell’influenzare la composizione del microbiota, ma l’ambiente sembra essere il fattore principale.

Lo stile di vita e i fattori scatenanti ambientali come l’uso di farmaci, in particolare l’uso di antibiotici, così come un’alimentazione biologicamente appropriata alla specie possono influenzare il microbiota e anche avere un impatto sulla probabilità di sviluppo di disbiosi. Gli antibiotici e la loro potenziale influenza sulla disbiosi sono particolarmente complessi.

Spesso si è abituati a somministrare antibiotici per curare un animale con diarrea cronica, ma così facendo potrebbe potenzialmente indurre o peggiorare qualsiasi disbiosi, oltre a causare ulteriore diarrea.

La disbiosi indotta da antibiotici ha il potenziale per innescare problemi a lungo termine.

Nell’uomo, lo sviluppo del microbiota intestinale in giovane età ha un impatto significativo sulla salute più avanti nella vita e la disbiosi indotta da antibiotici nella prima infanzia è stata identificata come uno dei più importanti fattori di rischio nello sviluppo di allergie, obesità e malattie infiammatorie intestinali negli adulti.

Cosa influenza il microbiota del cane?

Ci sono quattro modi in cui possiamo attualmente influenzare il microbioma nel cane: antibiotici, dieta e prebiotici, probiotici e strategie terapeutiche più innovative come il trapianto di materia fecale.

L’approccio tradizionale degli antibiotici suscita crescenti preoccupazioni, a causa sia della resistenza agli antibiotici (antibiotico resistenza) che degli impatti potenzialmente negativi che sembra avere nell’indurre importanti cambiamenti nel microbiota e nel causare potenzialmente diarrea come effetto collaterale indesiderato.

Il supporto nutrizionale sotto forma di aumento di fibre, prebiotici e probiotici sta suscitando un crescente interesse ed è questa la strada giusta, ovvero passare sempre ad una dieta fresca.

In commercio esistono numerosi prodotti spacciati come probiotici, ma non sono naturali ed esiste una variabilità sia nella qualità che nella potenziale efficacia di questi prodotti.

I Phyla batterici più benefici per il microbiota dell’ospite si trovano nel tratto intestinale dei ruminanti comunemente chiamata trippa verde.

Oltre a questo anche frequenti cambiamenti ambientali possono influenzare il microbioma gastrointestinale che può avere un impatto negativo sulla diversità e sulla stabilità della microflora batterica.

In conclusione, un supporto nutrizionale a base di alimenti non lavorati e freschi, unito a prebiotici e integratori naturali possono supportare in modo ottimale il microbioma gastrointestinale del nostro fedele compagno di vita.

Grazie alla collaborazione con i migliori professionisti del settore (nutrizionisti e biologi) possiamo consigliarti i migliori integratori e un’alimentazione corretta per aiutare la crescita e la regolazione dei batteri “buoni” nell’intestino, creare le condizioni per una digestione ottimale e migliorare il sistema immunitario del tuo cucciolo.

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